4 Giugno 2026: Firenze dice No al Blocco Affitti Brevi

Chi può scenda in piazza: 4 Giugno ore 10.00, Piazza della Signoria, Firenze
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Hai una casa, forse due. L'hai comprata col mutuo, magari ereditata, magari sistemata mettendoci dentro risparmi e weekend. La pulisci tu. Accogli tu. Rispondi al telefono tu, quando l'ospite si perde o la caldaia fa i capricci.
E adesso ti stanno dicendo che sei il problema della città.
Cosa sta succedendo a Firenze: la delibera che blocca gli affitti brevi
Il 26 maggio la giunta di Firenze ha approvato una delibera che cambia tutto. La stretta sugli affitti brevi si allarga oltre il centro storico: sono 504 le strade in cui, fino al 2028, non sarà più possibile aprire nuovi B&B e appartamenti per locazioni turistiche.
Quartieri come Campo di Marte, Gavinana, Rifredi, Statuto, Savonarola, San Jacopino — una misura senza precedenti in Italia, la prima città a vietare gli affitti brevi anche fuori dal centro.
Se il Consiglio comunale approverà il provvedimento il 4 giugno, in quelle aree non si potrà più aprire. Mancano pochi giorni. E nessuno ha chiesto la nostra opinione.
Non pensate che questa sia solo "una battaglia di Firenze" perché dietro c'è molto di più, c'è una linea politica chiara. Gli host di Firenze vanno supportati e aiutati come possiamo: da esserci fisicamente a diffondere il loro messaggio, la loro locandina.
Oggi è Firenze, domani è tutta Italia se stiamo in silenzio.

Per questo ti chiediamo di esserci
Abbiamo deciso di non subire in silenzio.
Non è una protesta contro la città. È una richiesta di giustizia per la città: che si distingua chi accoglie da chi specula, chi ci mette la faccia da chi mette solo il capitale, il cittadino che si arrangia dall'azienda che estrae profitto.
Vogliamo numeri, vogliamo strategie, vogliamo proposte concrete da portare a chi decide. Non slogan: argomenti.
Come puoi aiutare, da subito
Se puoi, vieni. La nostra forza sono i volti, non i comunicati. Più siamo, più è difficile ignorarci. Porta un amico, un collega, un vicino che vive la tua stessa situazione.
Se non puoi venire, aiutaci a far girare la voce. Conta tanto quanto esserci. Bastano cinque minuti:
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Ogni condivisione è una persona in più che scopre di non essere sola. E noi, da soli, non lo siamo mai stati: siamo migliaia.
Solo che finora ognuno ha combattato in silenzio, in casa propria, convinto di essere l'unico. Da adesso basta.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo di essere distinti
Di non essere confusi con chi non ci somiglia. Di non pagare il conto di una crisi abitativa che non abbiamo causato.
Di poter continuare a tenere in piedi un bilancio familiare, in un Paese dove il lavoro tradizionale crolla e ci si reinventa come si può, lavorando, non vivendo di rendita.
Il 4 giugno qualcuno deciderà. Facciamo in modo che, questa volta, debba farlo sapendo che ci siamo, che siamo tanti, e che non abbiamo nessuna intenzione di stare in silenzio.



